Notizie

19

feb
2019

Assumiamo INFORMATORI SCIENTIFICI

 

assume-informatori-scientifici

UP PHARMA è alla ricerca di INFORMATORI SCIENTIFICI in MONOMANDATO da inserire a completamento della propria rete di Informazione medica.

Le zone in priorità:

Milano

Roma

Rieti

Toscana

Umbria

Marche

Abruzzo

Molise

Napoli (Secondigliano-Poggioreale-Ponticelli)

Paesi Vesuviani

Salerno-Battipaglia

BAT

Bari città

Si ricercano persone con entusiasmo, motivazione, attitudine commerciale e buona preparazione.

L’ambiente stimolante e in costante crescita, le originali formulazioni dei “nutraceutici” e “cosmeceutici” del listino, le reali prospettive di crescita professionale rendono UP PHARMA un’azienda adatta sia per brillanti NEOFITI che vogliano intraprendere la professione dell’INFORMATORE MEDICO SCIENTIFICO che per professionisti con esperienza da mettere a frutto.

Sono previsti appropriato corso di formazione e seguito sul campo.

Il target medico è costituito da: MEDICI DI MEDICINA GENERALE, ANGIOLOGI, FLEBOLOGI, CHIRURGHI VASCOLARI, ORTOPEDICI, FISIATRI.

Si offre:

- inquadramento contratto provvigionale (dati IMS per microaree + fisso mensile)

- zona in esclusiva

- supporto marketing con materiale promozionale

- formazione scientifica e commerciale continua e costanti affiancamenti sul territorio, riunioni di area, riunioni Nazionali.

Ulteriori informazioni in sede di colloquio personale.

E’ richiesta la disponibilità di un’auto propria.

Per inviare il curriculum o ricevere ulteriori informazioni: info@uppharma.it.

Si prega di dare il proprio consenso al trattamento dei dati personali ed indicare nell’oggetto l’area di interesse.

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8

ott
2018

Immunostimolazione e malattie da raffreddamento

IMG_4506L’immunostimolazione è quell’approccio terapeutico che ha lo scopo di stimolare i meccanismi di difesa aspecifici dell’organismo.

I meccanismi di difesa aspecifici sono quei meccanismi che possediamo fin dalla nascita in grado di riconoscere una condizione di pericolo e pongono il sistema immunitario in uno stato d’allarme in modo che metta in atto azioni di difesa mirate e potenti.

I prodotti immunostimolanti possono risultare utili in molti casi; qualche esempio:

  • < durante il periodo influenzale sia come prevenzione che con effetto propriamente curativo
  • < nelle malattie infettive in atto come supporto della antibiotico terapia
  • < quei soggetti che frequentano luoghi molto affollati (scuole, asili, fabbriche, uffici affollati, metropolitana …) dove più alto è il rischio di contagio per malattie infettive
  • < nei periodi di forte stress, lo stress infatti è tra i fattori che provocano abbassamento delle difese immunitarie.
  • < al cambiamento di stagione per tutte quelle persone (soprattutto per i bambini) che hanno difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti climatici (primi freddi).

Secondo il Ministero della Sanità, ogni trattamento immunostimolante deve essere ripetuto nel tempo in maniera ciclica e non deve prolungarsi oltre le 8 settimane.

Qualche esempio di piante ad azione immunostimolante:

  • Echinacea. L’echinacea è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracee. Dalle sue radici si ottengono degli estratti importanti sia per la prevenzione che per l’attacco alle malattie da raffreddamento, infatti, è capace di stimolare il sistema immunitario macrofagico, ovvero attiva l’azione fagocitaria dei linfociti. La sua azione si esplica in particolar modo con l’aumento dei leucociti e dei monociti-macrofagi in grado di fagocitare gli agenti esterni dannosi. Il rimedio fitoterapico riduce nettamente il rischio di raffreddamento e ancor di più se associato alla vitamina C.
  • Astragalo: rinforza il sistema immunitario e protegge da quei virus e batteri che intaccano le mucose delle vie respiratorie. Molto utile nei raffreddori e influenza: stimolando naturalmente la risposta dei linfociti T e degli indispensabili linfociti NK, quelli definiti “natural killer”, il rimedio si rivela efficace in tutte le più comuni infezioni virali. Può garantire un immediato sollievo a un naso colante per il raffreddore, ma anche aiutare la remissione da una brutta influenza: supporta infatti il sistema immunitario, rendendolo meno vulnerabile agli attacchi esterni. L’associazione con lo zinco accelera l’attività degli enzimi coinvolti nei vari processi

Se nonostante aver assunto questi rimedi capiterà di prendersi ugualmente un raffreddore o un’influenza, saranno sicuramente più lievi e potremo contrastarli efficacemente.DSC_0037

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5

lug
2018

Il caldo fa soffrire la pelle.

DSC_0045È iniziata l’estate e, con lei, il caldo. Con le temperature che aumentano, è importante combattere la disidratazione con il reintegro di liquidi. Infatti il caldo richiede una maggiore quantità di liquidi e quindi più  frutta e verdura di stagione, più acqua e meno alcool. La pelle è sottoposta ad un vero stress termico e metabolico, in particolare quella delle gambe. Per abbassare la temperatura  la cute perde acqua e questo accelera quel processo di disidratazione che caratterizza certe pelli, soprattutto non ben nutrite dall’interno, come in caso di pazienti che hanno un sistema venoso non perfettamente funzionante. Infatti chi lamenta gambe gonfie, che fanno male, crampi notturni o che presentano “capillari”, vene evidenti, macchie cutanee, …, potrebbe soffrire di insufficienza venosa, cioè un ritorno ostacolato  del sangue verso il cuore. In queste situazioni è importante nutrire la pelle, non solo con una sana alimentazione, ma anche dall’esterno con appropriati principi attivi.  Auspicabile usare una associazione di principi attivi atti a nutrire la cute, stimolare il linfatico locale e proteggere i capillari. Particolare attenzione è da porre ad avere un’azione antiinfiammatoria e, soprattutto, idratante (quindi anche senza alcool). La scelta dei principi attivi che compongono Pervene crema è stata effettuata proprio per agire direttamente sulla cute nei processi implicati in caso di  stress metabolico dovuto all’ipossia conseguente alla peggiorata circolazione sanguigna. La scelta di formulare Pervene crema limitando al massimo eccipienti e profumi ed in formulazione “crema” è per  garantire la massima sicurezza del prodotto e massima idratazione possibile. Senza alcool.

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10

apr
2018

MALATTIA VENOSA E DISFUNZIONE ENDOTELIALE

mal-ven-disf-endUno studio condotto da P.L. Antignani, A. Vestri e C. Allegra dal titolo “L’insufficienza venosa cronica: risultati di una indagine epidemiologica in Italia” ha concluso:

1) La patologia venosa agli arti inferiori è molto frequente nella popolazione generale e circa il 40% dei pazienti che ogni giorno si recano dal MMG ne soffrono, anche se solo in parte consapevoli.

2) Il ruolo del MMG nella gestione del paziente flebopatico è fondamentale, sia nella valutazione del quadro clinico della malattia, sia nell’indirizzare allo specialista e nel conseguente iter terapeutico medico conservativo o chirurgico.

3) È importante, altresì, il ruolo dello specialista per definire, nella gestione della malattia venosa cronica, la terapia più appropriata fin dalle prime fasi della patologia onde evitare le complicanze e i rischi che possono presentarsi con il passare del tempo.

Il quadro clinico dell’insufficienza venosa cronica (IVC) riconosce il “primum movens” dell’ipertensione venosa secondaria ad alterazioni strutturali o funzionali delle vene. Queste alterazioni possono essere primitive della parete e delle valvole delle vene superficiali degli arti inferiori, con la dilatazione e conseguente reflusso (varici), o secondarie a precedenti trombosi venose profonde (TVP), per ostruzione vasale persistente o ricanalizzazione con reflusso, (sindrome post-trombotica- SPT).

Meno frequentemente l’IVC è primitiva a incontinenza valvolare del sistema profondo dipendente da anomalie congenite della parete venosa.

La fisiopatologia dell’IVC riconosce, nelle fasi emodinamiche macro e microcircolatorie, i suoi momenti principali; la fase macrocircolatoria, indipendentemente dalle cause, è caratterizzata dal sovraccarico di volume ematico nel sistema venoso degli arti inferiori. Il sangue, spinto verso il cuore da una sistole realizzata dalla contrazione dei muscoli di coscia e di polpaccio, ritorna indietro durante il loro rilasciamento. Il compenso a questa disfunzione è offerto inzialmente da un sistema venoso integro. Le vene perforanti infatti consentono un flusso unidirezionale dal circolo venoso superficiale al profondo. Quando invece queste diventano incontinenti si realizza un flusso bidirezionale altalenante senza drenaggio efficace. È in questo momento che inizia lo scompenso della IVC, con la comparsa di ipertensione venosa passiva e riduzione dello svuotamento venoso durante la deambulazione.

L’ipertensione nel macrocircolo, come riporta G.M. Andreozzi, si ripercuote sul distretto vascolare immediatamente a monte, nel sistema microcircolatorio con marcata stasi, conseguente sofferenza funzionale e successive alterazioni organiche.

Quest’ultime sono caratterizzate da aumento della permeabilità ed edema connettivale per il coinvolgimento del sistema endoteliale, piastrinico e leucocitario e delle molecole prodotte; attivatori e inibitori fisiologicamente in continua produzione e rimozione, in un equilibrio dinamico (microvascular flow regulating system – MFRS e microvascular defence system – MDS).

L’aumento della permeabilità si traduce in un aumento della filtrazione nella unità microvasculotessutale, aumento del liquido e della pressione interstiziali con passaggio nell’interstizio di liquidi, cristalloidi, e macromolecole come il fibrinogeno e i globuli rossi. Il fibrinogeno polimerizza in fibrina, che si deposita a manicotto intorno ai capillari, impedendo nelle fasi avanzate della IVC l’ossigenazione tessutale, principale patogenesi dell’ulcera.

La disfunzione endoteliale (DE), si esprime con una drastica riduzione dell’ATP intracellulare, attivazione della fosfolipasi A2 (PLA2) e della cascata dell’acido arachidonico, con un’aumentata produzione di mediatori infiammatori e di fattori di crescita attivi sulle cellule muscolari lisce (bFGF), attivazione e adesione dei leucociti (ICAM-1 e VCAM-1), e aumento della produzione di radicali liberi. L’eccessiva presenza di radicali liberi prodotti dall’ossigeno molecolare, con elettroni spaiati e pertanto reattivi (stress ossidativo), se non compensata dal sistema antiossidante, conduce ad apoptosi cellulare.

Lo stress ossidativo dell’endotelio venoso sembra essere la “cabina di regia” dell’evoluzione della malattia venosa cronica. È però possibile contrastarlo con sostanze antiossidanti in grado di arginare l’azione dei radicali liberi. I principali agenti antiossidanti presenti in natura sono la VITAMINA C o acido ascorbico e la VITAMINA E o tocoferolo

• La VITAMINA C, vitamina idrosolubile che l’uomo può accumulare in piccola riserva, è un potente antiossidante in quanto possiede la capacità di ossidarsi e ridursi reversibilmente da acido ascorbico a acido deidroascorbico e viceversa. Funzionando da sistema redox interviene in numerosi processi cellulari, tra i quali il metabolismo del collagene. La sua carenza determina infatti fragilità vasale.

• La VITAMINA E (tocoferolo) è il principale antiossidante liposolubile, esercita un effetto protettivo nei confronti degli stress ossidativi prevenendo le reazioni di ossidazione dei lipidi polinsaturi.

Di recente è stato individuato un nuovo “attore” nella genesi delle varici: la Proteina GLA della Matrice (MGP) indispensabile per prevenire l’eccessiva proliferazione e mineralizzazione delle cellule muscolari nelle pareti. La sua inattività sembrerebbe giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo delle varici. La MGP è correttamente attivata solo quando i livelli di vitamina K2 sono adeguati, pertanto una appropriata assunzione di questa vitamina può essere un fattore chiave nella prevenzione.

In conclusione, un trattamento moderno della malattia venosa cronica, alla luce delle più recenti acquisizioni riguardo la genesi e la progressione del danno vascolare che porta alla formazione delle varici e della IVC, dovrebbe essere teso sia a migliorare la funzione delle vene sia a contrastare i fattori che ne determinano un danno sulla struttura. I farmaci del sistema venoso, dapprima chiamati flebotonici in relazione al più ipotizzato meccanismo d’azione sul tono venoso e fondamentalmente impiegati finora per il trattamento sintomatico e di conforto al paziente, per i molteplici potenziali targets d’azione, dovrebbero assumere un ruolo più decisivo anche sul piano della prevenzione.

 

Per approfondire:

www.siapav.it/pdf/IVC.pdf P.L. Antignani – A. Vestri – C. Allegra L’insufficienza venosa

cronica: risultati di una indagine epidemiologica in Italia. Il quaderno di flebologia

http://www.collegioitalianodiflebologia.it/web/ita/wp-content/uploads/2011/03/

LG-SICVE-Insufficienza-Venosa-Cronica.pdf

http://www.andreozziangiologia.it/wp-content/uploads/2015/08/360-2004-Basi-

Raz-Terapia-s1-3-12-IVC-Macro-Micro-Epidem-Fisop-Clinica.pdf

Cario-Toumaniantz C., Boularan C., Schurgers L.J., Heymann M.-F., Le Cunff M.

Léger J. Loirand G., Pacaud P.

Identification of Differentially Expressed Genes in Human Varicose Veins: Involvement

of Matrix Gla Protein in Extracellular Matrix Remodeling . J Vasc Res

2007;44:444–459

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